L’Ile Douce: una pasticceria di ispirazione francese a Milano

GIORGIA GALEFFI – 2 ANNI FA

Tarte tatin,éclair, madeleine, croissant e pain au chocolat, ma anche scones, macaron, bignè e cookies. E poi pizza, baguette, tramezzini, zuppe e insalate. Tutto accompagnato da un’ottima selezione di tè, infusi e vini. A Milano sta per aprire L’Ile Douce

Aprirà il 15 ottobre, nel quartiere Isola di Milano, L’Ile Douce, una pasticceria che viaggia tra l’Italia, la Francia con qualche contaminazione orientale.

Il progetto, nato dall’idea di quattro giovani imprenditori, prevede l’apertura tutti i giorni, dalla colazione fino all’ora del tè, passando per il lunch, il brunch e l’aperitivo.

l'ile douce

Fabrizio Barbato, il giovane pastry chef, preparerà ogni giorno i Signatures, cioè i dolci presenti in menu tutto l’anno, e i Saissonier, cioè i dolci che seguono l’andamento delle stagioni. Bavaresi al pistacchio, voiles alla nocciola, millefoglie, crostate meringate, tiramisù, babà e tarte tatin. E poi éclair, creme freiche. Sempre presenti, ovviamente i croissant, preparati con il burro francese, pain au chocolat e i grandi classici della nostra tradizione.Tutta la linea sarà declinata in torte, monoporzioni, mignon, macarons, biscotti e semifreddi.

Ampia la selezione di tè ed infusi disponibili che verranno accompagnati da una alzatina di pasticceria dolce e salata: finanzieri, madeleine, scones, cookies, operà, bignè salati, assaggi di monoporzione, tramezzini e panini. I tè verranno serviti in teiere di vetro per poter ammirare la trasformazione delle foglie in acqua e ogni tavolo avrà una clessidra per rispettare i tempi di infusione.

La proposta salata prevede baguettes, pizza, bagel, insalate, zuppe e roast beef ma anche piatti da consumare velocemente al bancone come croque, quiche e croissant salati.

Il brunch, disponibile nei week end e nei giorni di festa, sarà invece a base di omelette, uova strapazzate o alla Benedict, gaufres e Viennoseries.

L’Ile Douce, via Luigi Porro Lambertenghi 15, Milano. SitoPagina Facebook.

Fonte: mangiaebevi