Torniamo al bar. L’importanza della comunicazione, il sito web e i social network per i bar

16 Lug. 2020 – a cura di Michela Becchi

POST, DIRETTE, MASTERCLASS ONLINE E TANTE NUOVE IDEE: ECCO COME SI SONO ORGANIZZATI I BAR ITALIANI IN FASE 1, PUNTANDO TUTTO SULLA COMUNICAZIONE.

Il ruolo della comunicazione per i bar italiani

Sembra un concetto scontato, ormai, ma la quarantena ha dimostrato ancora una volta quanto la buona comunicazione sia fondamentale per un’attività, specialmente in ambito gastronomico, un settore fatto di cibo di qualità ma anche e soprattutto di rapporti di fiducia. Di relazioni, chiacchiere al bancone, battute scambiate a fine cena con lo chef, il ristoratore, il sommelier. Rimanere “vicino” ai propri clienti, seppur virtualmente, è stato un passo determinante durante i mesi di chiusura. E lo confermano le tante dirette fatte dagli chef, le masterclass a distanza, i laboratori di cucina che non si sono mai fermati, neanche nel pieno della pandemia. Workshop rimodulati, certo, modificati e adeguati alle esigenze del momento, ma che sono comunque andati avanti, così come le consegne, i pasti pronti dei grandi cuochi da ultimare in casa, per gustare una cena “stellata” nella propria cucina.

L’Ile Douce a Milano: social network e delivery

Poi, come spesso accade, da un’idea iniziale ne nascono altre, come quella dei contest, “per coinvolgere il pubblico e continuare a lavorare”. Per esempio, la competizione per i migliori macarons: nelle stories di Instagram l’attività ha raccolto una serie di indicazioni per realizzare i dolcetti francesi, e il vincitore si è guadagnato una “mistero box” con una serie di delizie fatte in casa. Ma non solo: ci sono state anche le ricette eseguite in diretta, “che hanno avuto un ottimo seguito”. Oggi L’Ile Douce riprende gradualmente il ritmo di sempre, con qualche cambiamento, “le monoporzioni, nostro cavallo di battaglia da sempre, sono diventate dei gusti gelato, prodotto più richiesto in questa stagione”.

Il bar Garibaldi a Vicenza: la comunicazione deve essere costante

A Vicenza, invece, un ottimo esempio in ambito comunicazione arriva dal Garibaldi, il bar dello chef Lorenzo Cogo, da tempo alle prese con dirette e iniziative creative. “I social giocano un ruolo determinante oggi, così come il sito web, che abbiamo sempre tenuto aggiornato e che avevamo modificato da poco, proprio prima del lockdown”. Il segreto? “Tenere sempre tutto in movimento. Bisogna mostrare al pubblico che si lavora costantemente, soprattutto nei periodi più difficili”. Per intrattenere i suoi clienti, Lorenzo ha pensato di cimentarsi con qualche diretta Instagram sulla preparazione del pane, “uno dei miei ingredienti preferiti, che cerco di promuovere il più possibile”.

Un pane per Vicenza: l’iniziativa solidale di Lorenzo Cogo

Un prodotto così importante da essere protagonista di un progetto di beneficenza ben riuscito, “Un pane per Vicenza”, iniziativa pensata per aiutare le famiglie più in difficoltà attraverso una sorta di baratto: “Preparavo le baguette di prima mattina, verso le 9 iniziavo a distribuirle e ogni “cliente” sceglieva se donare un’offerta libera o dei generi alimentari, che consegnavo poi alla Protezione Civile”. Insomma, il pane come moneta di scambioun gesto semplice, a basso costo ma che ha fatto la differenza, portando a raccogliere oltre 3mila euro.

La comunicazione dei bar a Roma: Le Levain e Casa Manfredi

Hanno lavorato bene anche i bar della Capitale, fra delivery e formule divertenti, nuovi siti e prodotti pensati appositamente per le consegne. A distinguersi per originalità e inventiva, in particolare sono stati due indirizzi di livello, che hanno rivoluzionato il loro modo di fare comunicazione e hanno continuato a sorprendere settimana dopo settimana con specialità sui generis e format moderni. Le Levain, boulangerie francese di Trastevere creata da Giuseppe Solfrizzi, e Casa Manfredi, bar/pasticceria di Giorgia Proia e Daniele Antonelli, che fra collaborazioni, delivery e torte componibili hanno superato ogni aspettativa.

Le Levain: i box e il kit per fare il pane in casa

Ma partiamo da Trastevere. Fin da subito presente sulle piattaforme di delivery come Cosaporto, Le Levain ha saputo creare kit e box golosi per ogni occasione. La torta per la festa della mamma, per esempio, oppure le opzioni per la colazione, con succhi di frutta e lieviti a scelta. Curioso e utile, poi, il progetto del kit per fare il pane in casa, pensato per compensare la mancanza di lievito nella prima fase di quarantena: 5 kg di farina Futura di tipo 1, sale della Camargue, pasta madre e la ricetta per preparare un pane d’autore in casa, con tanto di istruzioni per il rinfresco del lievito madre, disponibile sul sito Cosaporto. Ogni iniziativa, è stata accompagnata da post correlati sulle pagine sociale e spiegata nel dettaglio sul sito curato e intuitivo.

Casa Manfredi: il nuovo sito, le collaborazioni, il delivery

Lavoro simile, forse ancora più completo, quello svolto da Casa Manfredi, che fin da subito ha studiato un delivery di gelato alternativo, creando una linea di barattoli monogusto pratici e golosi da ricevere in casa. Ci sono state poi le collaborazioni con gli chef, che hanno dato vita a croissant sfogliati (preparati a regola d’arte dalla talentuosa Giorgia) ripieni con tutte le delizie di cuochi e pizzaioli di Roma, per un brunch gustoso e diverso dal solito. Ancora, la torta componibile, un dolce fai-da-te che la pasticcera prepara secondo le indicazioni di ogni cliente: basta andare sul sito – rinnovato a inizio lcokdown e ricco di informazioni – e selezionare i vari elementi, dalla base alla glassa, passando per mousse e creme, e poi la pasticcera farà il resto. Ora ci sono i panettoni estivi, per chi non vuole rinunciare al grande lievitato delle feste anche nella bella stagione, e il nuovo Coffee Coffee Cruffin, croissant al caffè creato in collaborazione con la torrefazione tedesca The Barn. A breve, anche i babà in vasocottura creati con la complicità dei barman, “ma tutto è ancora in divenire: stiamo vivendo una fase nuova, è difficile fare programmi. L’importante è non fermarsi”.